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MX, THEY & CO.
In tutte le lingue la questione della neutralità di genere prende sempre più spazio. Vediamo qualcosa per quanto riguarda l'inglese. Dal dizionario Ragazzini della Zanichelli:

La gender neutrality, o neutralità di genere, consiste essenzialmente nell'evitare preconcetti e stereotipi basati sul genere. A seconda del contesto, l'aggettivo gender-neutral ha sfumature di significato: se accompagna sostantivi come ‘bagni pubblici’ o ‘abbigliamento’, ad esempio, vuol dire unisex, mentre un approccio genitoriale gender-neutral si concretizza nell'allevare i figli senza stereotipi e pregiudizi su cosa sia adatto a un maschio o a una femmina. Un linguaggio gender-neutral, o gender-inclusive, rifugge dall'usare termini che definiscano l'identità di genere – in inglese ad esempio sostituendo pronomi come ‘he’ o ‘she‘ con l'equivalente gender-neutral ‘they’, o il titolo ‘Mx’ al posto di ‘Mr’, ‘Mrs’ o ‘Ms’ o ancora usando parole come ‘firefighter’ o ‘flight attendant’ invece che ‘fireman’ o ‘stewardess.

Negli ultimi anni si è iniziato a discutere più apertamente dell'identità di genere, un tempo argomento tabù. Il numero sempre crescente di persone che si dichiarano ‘non binarie’ o scelgono di non dichiarare la propria identità di genere ha reso necessario un titolo di genere neutro. In realtà ne esistono diversi, ma Mx è di gran lunga quello più accettato e appare sempre più spesso come opzione accanto a Mr e Ms nella modulistica di banche, enti governativi e università del Regno Unito. L'appellativo Mx risale agli anni Settanta, quando fu proposto dal movimento femminista per coloro che non volevano rivelare il proprio genere attraverso il titolo.


Pubblicato il: 20/12/2021 [INGLESE ]
DER GROSSE ZAPFENSTREICH

Durante il suo discorso di addio, dopo 16 anni di cancellierato, Angela Merkel ha ringraziato per il großer Zapfenstreich a lei dedicato. In italiano potremmo tradurre il termine con “pot-pourri di fanfare, concerto di musica militare”.
Era il segnale per l’inizio del riposo notturno, la “ritirata”. Oggi descrive una cerimonia militare e la musica che l’accompagna. È in uso in Austria e in Germania dove è riservato ai presidenti dello Stato, Cancellieri, ministri della Difesa e ad alte cariche militari.
In inglese è il Grand Tattoo (to tattoo significa tamburellare con le dita, to beat the devil’s tattoo, tamburellare con le dita in segno d’impazienza o soprappensiero) e anche in italiano lo si può tradurre con “tatuaggio”. La parola tattoo – tatuaggio - deriva dai primi del 17° secolo dalla frase olandese doe den tap toe (chiudete il rubinetto), un segnale suonato da tamburi o trombe per avvisare gli osti vicini alle caserme di smettere di servire la birra ai soldati e per questi voleva dire che era ora di fare ritorno alle loro baracche. Non ha nessuna relazione con la parola tahitiana del tatuaggio con l’inchiostro. In tedesco Streich auf den Zapfen des Fasses (da qui Zapfenstreich), cioè “colpo sul tappo della botte”.



Pubblicato il: 10/12/2021 [TEDESCO INGLESE]
LA CHIOCCIOLA
Il segno @ è stato incorporato nei caratteri ASCII nel 1963, ma in realtà è antichissimo; pare che nasca in latino come unione stilizzata delle lettere "a" e "d" minuscole formanti la locuzione latina ad, cioè "verso", diventato poi at, cioè “presso” nei paesi anglofoni con il significato di “at the price of”, al prezzo di.
Ha parecchi utilizzi, per esempio per indicare un cambio di valuta (probabilmente in questo caso sta per aC, al Cambio di).
Lo si vede sulle vecchie macchine per scrivere (ad esempio sulla Lambert del 1902) o sulle Remington di inizio Novecento sopra al 4.
Consiglio di visitare la stupenda e interessantissima Officina della Scrittura Aurora a Torino (https://www.officinadellascrittura.it/) per vederne degli esempi.
In tedesco si chiama “Klammeraffe” (scimmia dalla coda prensile, scimmia ragno), in italiano “chiocciola”, in francese arobas o arrobe dall'arabo ar-roub che significa un quarto; in spagnolo e portoghese arroba, equivalente a 12 o 15 chili oppure a 10 o 16 litri.


Pubblicato il: 07/11/2021 [ALTRO INGLESE]
AND BOB’S YOUR UNCLE
And Bob’s your uncle
L’espressione “… and Bob’s your uncle” (e Bob è tuo zio) è usata in tutti i paesi anglofoni, soprattutto in Gran Bretagna, e significa “e voilà/ e il gioco è fatto/ ed è fatta/ e oplà”; la si usa per esempio alla fine di indicazioni molto semplici: “Turn the corner, then turn to the right and Bob’s your uncle” (gira l’angolo, poi gira a destra ed eccoti arrivato). Esiste anche come “Robert’s your auntie’s husband”.
L’espressione prese piede soprattutto dopo che nel 1931 Florrie Forde incise la canzone “Bob’s your uncle”, ma fu a partire dalla seconda guerra mondiale che si diffuse.
L’origine non è chiarissima; pare che sia un classico esempio di “nepotismo” nel vero senso della parola. Chi erano Bob e suo nipote? “Bob” era il Marchese di Salisbury, il 20° primo ministro britannico; come tanti aristocratici vittoriani aveva tanti nomi. Si chiamava infatti Robert Arthur Talbot Gascoyne-Cecil, terzo Marchese di Salisbury. Suo nipote Arthur Balfour ricoprì tante cariche politiche importanti negli anni 1880, ma è quasi certo che senza l’influenza di suo zio non le avrebbe mai ottenute.
Nella comunità italiana di Melbourne in Australia c’è l’espressione “Zio Bob’s your uncle” che fa riferimento a un personaggio che viveva a Thomastown ed era di una calma e una saggezza epiche. L’espressione significa qui piuttosto “se fai le cose con calma, tutto andrà bene”.


Pubblicato il: 21/10/2021 [INGLESE ]
ANATRA ZOPPA
Visto che siamo in periodo elettorale, mi è venuta in mente l’espressione “anatra zoppa” che è un idiomatismo, o meglio “idiotismo”, dell’inglese americano lame duck. Ci tengo a precisare che “idiotismo” non ha a che fare con l’idiozia: è una costruzione linguistica propria di una data lingua o dialetto senza corrispondenza in un’altra lingua o dialetto, sinonimo “modismo”.
In inglese lame duck vuol dire praticamente cosa inservibile (o gravemente danneggiata); fiasco, fallimento; operatore di borsa insolvente (già usato nel Settecento alla Borsa di Londra); azienda in difficoltà economiche; presidente USA (o senatore, governo ecc.) non rieletto ma ancora in carica.
In Italia l’espressione viene usata nel giornalismo e nella politica e di solito è riferita al Presidente degli Stati Uniti privo di una maggioranza al Congresso. Per estensione può essere utilizzata anche per designare un politico in carica, ma che sta perdendo il suo effettivo potere.
Il termine è usato anche per indicare quei casi in cui un sindaco, pur eletto a maggioranza, "convive" con un consiglio comunale la cui maggioranza è rappresentata da liste che avevano sostenuto un diverso candidato a primo cittadino.
Con l’attuale legge elettorale, questa rara situazione può verificarsi nel caso in cui un gruppo di liste collegate al primo turno ottenga almeno il 50% +1 dei voti validi, mentre la maggioranza dei voti per il candidato a sindaco vada a un sindaco sostenuto da un altro gruppo di liste.
Chissà, ci sarà un’anatra zoppa in queste elezioni? Bisogna vedere tra l’altro se si intende il significato italiano o inglese.


Pubblicato il: 04/10/2021 [ITALIANO INGLESE]
 
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