| EVVIVA ZAMENHOF!! |
|---|
| Visto che oggi è il 15 dicembre, noi esperantisti festeggiamo perché il medico e linguista polacco Ludwik Lejzer Zamenhof che ha pianificato la lingua esperanto è nato un 15 dicembre, più precisamente il 15 dicembre del 1859.
Oggi ho pensato di spiegarvi un po’ come funziona l’esperanto. È una lingua facile da imparare perché ha poche regole molto chiare e non ha eccezioni.
Intorno a una radice si costruiscono le parole aggiungendo semplicemente dei prefissi e dei suffissi.
Tutti i nomi finiscono in -o (parolo = parola, discorso), gli aggettivi in -a (parola = orale), gli avverbi derivati in -e (parole = oralmente), i verbi all’infinito in -i, i plurali in -j (paroloj = parole), i complementi oggetto in -n. Esiste un solo articolo: il determinativo “la” per tutti i generi, sia al singolare che al plurale.
Interessante è la desinenza del verbo, uguale per tutte le persone: -as è presente, -is è passato, -os è futuro, -us è condizionale, -u imperativo e congiuntivo che esprime una richiesta.
Un’altra volta vi spiegherò altre regole.
Vi è venuta voglia di conoscere questa lingua semplice, ma ricca, che permette di comunicare con tutto il globo rispettando tutti perché non è una lingua etnica? Allora vi darò informazioni su come fare. A presto!
Pubblicato il: 15/12/2021 [ESPERANTO ] |  |
|
|
| TORINO CAPITALE MONDIALE DELL’ESPERANTO |
|---|
| Nel 2023 Torino ospiterà il Congresso mondiale di esperanto, la lingua pianificata dall’oculista polacco di origini ebraiche Ludwik Zamenhof negli anni ’70-’80 dell’Ottocento, pensata come seconda lingua per promuovere la comprensione e la pace tra i popoli. Si chiamava “Lingvo internacia” (lingua internazionale) ed è diventata poi “esperanto” (colui che spera).
L’esperanto non ha eccezioni, è flessibile ed è facile da imparare. Siccome non appartiene ad alcuna nazione e ad alcun popolo in particolare, non favorisce e non discrimina nessuno; si può parlare quindi di “democrazia linguistica”. È parlato da circa 2-3 milioni di persone nel mondo e le opere e gli autori più importanti della letteratura mondiale sono tradotti in esperanto: la Divina Commedia, Pinocchio, Andersen, Shakespeare, la Bibbia e il Corano per esempio.
A Torino c’è il CET, Centro Esperanto di Torino, in Via Garibaldi 13 dove ci si può informare per dei corsi anche gratuiti. Esistono diverse possibilità per prendere in prestito libri e riviste in esperanto, per esempio presso la Biblioteca Civica Centrale di Via della Cittadella 5.
In Italia e nel mondo ci sono convegni in esperanto, anche tematici.
A Vienna c’è un interessantissimo museo sull’esperanto che ho visitato.
Alcune città – come Trofarello – hanno dedicato il nome Esperanto a una loro via.
C’è anche un vino che si chiama così.
Brindiamo allora al fantastico successo di Torino sperando che la mia magnifica città diventi una vera promotrice di questa bella lingua.
 Pubblicato il: 10/10/2021 [ESPERANTO TORINO]
|
|
|
|
|