| UNA AL GIORNO |
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| Vi racconto una favola africana: un giorno esplose un terribile incendio nella savana; tutti gli animali si dettero alla fuga. Un colibrì iniziò a volare su e giù portando una goccia d’acqua nel becco. Ovviamente le gocce trasportate dal colibrì fecero un baffo all’incendio. Il leone chiese al colibrì che cosa stesse facendo e alla derisione del leone l’uccellino reagì dicendo: “Io faccio la mia parte”.
Un elefantino sentì quella frase e andò a riempirsi la piccola proboscide con dell’acqua e imitò il colibrì; il piccolo di pellicano imitò l’elefantino e così fecero altri animali. Furono i cuccioli a iniziare; gli adulti si vergognarono e iniziarono anche loro ad aiutare.
La sera erano tutti stanchi e sporchi, ma l’incendio era domato e vecchie ostilità erano superate.
Che cosa ci insegna questa storia? Ci insegna che dobbiamo fare la nostra parte, non importa quanto piccola. Sulla terra siamo miliardi e ognuno di noi vive tante migliaia di giorni (si spera!). Miliardi di piccole azioni moltiplicate per migliaia fa trilioni.
Sono stata a Helsinki per salutare una mia amica che purtroppo non ha più molto da vivere.
Lì mi hanno raccontato che in Finlandia c’è un’iniziativa che si chiama “uno al giorno”: tutti sono invitati a raccogliere un pezzo di immondizia da terra e a gettarlo nei rifiuti.
Le azioni che si potrebbero fare sono tante altre. Potremmo chiederci qual è stata la mia azione di oggi per l’ambiente? Potremmo chiamare la nostra iniziativa “una al giorno”.
Mi scrivete se avete avuto un’idea? Che cosa avete fatto oggi per l’ambiente? Avete messo i “salsicciotti” paraspifferi alle porte/ avete comprato della verdura a chilometro zero invece che dall’estero/ avete spento i dispositivi in stand-by (che consumano pur sempre il 30% di quando sono accesi)/ avete messo in modalità aereo il cellulare/ avete sostituito una lampadina alogena con una al led/ avete preso la bici al posto dell’auto? Spazio alla fantasia!
Pubblicato il: 30/10/2021 [AMBIENTE ]
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| LA MODALITÀ AEREO |
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| I nostri smartphone, come tutti i dispositivi elettronici, comportano dei problemi di inquinamento e di consumo di energia in tre fasi: al momento della loro produzione, durante l’utilizzo e quando è ora di smaltirli.
Quello che possiamo cercare di fare noi è ridurre il dispendio di energia durante la loro “vita”. Per consumare meno batteria è bene mettere il cellulare e il tablet su “modalità aereo”. Vengono disattivati così tutti i segnali radio.
Oltre che su un aereo per evitare interferenze con i dispositivi a bordo, ci sono 4 situazioni nelle quali la funzione è utile: 1) quando la batteria è scarica, 2) nelle zone dove non c’è segnale e il dispositivo sprecherebbe un sacco di energia per cercarlo, 3) quando il dispositivo è sotto carica per farlo caricare più in fretta, 4) quando non si vuole essere disturbati.
Attenzione però che in “modalità aereo” non si possono ricevere e inviare messaggi o surfare in Internet.
Vale la pena provare; fa bene all'ambiente, alle tasche e alla salute. Capita che ci si dimentichi dello smartphone e che si pensi “come può essere bella la vita senza!”
Pubblicato il: 29/10/2021 [AMBIENTE ]
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| IL NEPOTISMO |
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| Vi ho parlato dell’espressione Bob’s your uncle (Bob è tuo zio) la cui origine è un classico esempio di nepotismo. Adesso vediamo che cosa significa il termine “nepotismo”. Deriva dal latino nepos, nipote. Che cos’è lo sanno un po’ tutti: “favoreggiamento nei confronti di parenti o amici per fare sì che ottengano cariche, uffici e sim.” (Zingarelli 2021).
Il termine è nato quando i papi e i membri del clero che avevano fatto voto di castità facevano passare i loro figli per nipoti e li avvantaggiavano facendoli diventare spesso dei papi a loro volta. Gli esempi concreti non mancano: Papa Callisto III Borgia nominò due suoi “nipoti” cardinali e uno, Rodrigo, divenne Papa Alessandro VI che nominò al cardinalato Alessandro Farnese – fratello della sua amante – che divenne Papa Paolo III che nominò cardinali due suoi nipoti di 14 e 16 anni e così via. Papa Sisto IV della Rovere nominò tre nipoti cardinali e uno divenne Papa: Giulio II.
Nonostante la bolla papale di Innocenzo XII del 1692, il nepotismo continuò a esistere all’interno dello Stato Pontificio, sotto forma di “piccolo nepotismo” per le cariche all’interno dello Stato e di “grande nepotismo” nel caso di concessione di territori e infeudamento.
Esempi recenti e nostrani di nepotismo sono stati la nomina a consigliere regionale della Lombardia di Renzo Bossi da parte del padre Umberto. Negli USA le famiglie Kennedy e Bush o Donald Trump ne sono un esempio. Sembra che però il Presidente delle Maldive sia imbattibile come numero perché ha decine di parenti e amici nel suo gabinetto, non di casa – sarebbe troppo piccolo – ma di Governo.
Pubblicato il: 23/10/2021 [ITALIANO ]
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| AND BOB’S YOUR UNCLE |
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| And Bob’s your uncle
L’espressione “… and Bob’s your uncle” (e Bob è tuo zio) è usata in tutti i paesi anglofoni, soprattutto in Gran Bretagna, e significa “e voilà/ e il gioco è fatto/ ed è fatta/ e oplà”; la si usa per esempio alla fine di indicazioni molto semplici: “Turn the corner, then turn to the right and Bob’s your uncle” (gira l’angolo, poi gira a destra ed eccoti arrivato). Esiste anche come “Robert’s your auntie’s husband”.
L’espressione prese piede soprattutto dopo che nel 1931 Florrie Forde incise la canzone “Bob’s your uncle”, ma fu a partire dalla seconda guerra mondiale che si diffuse.
L’origine non è chiarissima; pare che sia un classico esempio di “nepotismo” nel vero senso della parola. Chi erano Bob e suo nipote? “Bob” era il Marchese di Salisbury, il 20° primo ministro britannico; come tanti aristocratici vittoriani aveva tanti nomi. Si chiamava infatti Robert Arthur Talbot Gascoyne-Cecil, terzo Marchese di Salisbury. Suo nipote Arthur Balfour ricoprì tante cariche politiche importanti negli anni 1880, ma è quasi certo che senza l’influenza di suo zio non le avrebbe mai ottenute.
Nella comunità italiana di Melbourne in Australia c’è l’espressione “Zio Bob’s your uncle” che fa riferimento a un personaggio che viveva a Thomastown ed era di una calma e una saggezza epiche. L’espressione significa qui piuttosto “se fai le cose con calma, tutto andrà bene”.
Pubblicato il: 21/10/2021 [INGLESE ]
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| TORINO CAPITALE MONDIALE DELL’ESPERANTO |
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| Nel 2023 Torino ospiterà il Congresso mondiale di esperanto, la lingua pianificata dall’oculista polacco di origini ebraiche Ludwik Zamenhof negli anni ’70-’80 dell’Ottocento, pensata come seconda lingua per promuovere la comprensione e la pace tra i popoli. Si chiamava “Lingvo internacia” (lingua internazionale) ed è diventata poi “esperanto” (colui che spera).
L’esperanto non ha eccezioni, è flessibile ed è facile da imparare. Siccome non appartiene ad alcuna nazione e ad alcun popolo in particolare, non favorisce e non discrimina nessuno; si può parlare quindi di “democrazia linguistica”. È parlato da circa 2-3 milioni di persone nel mondo e le opere e gli autori più importanti della letteratura mondiale sono tradotti in esperanto: la Divina Commedia, Pinocchio, Andersen, Shakespeare, la Bibbia e il Corano per esempio.
A Torino c’è il CET, Centro Esperanto di Torino, in Via Garibaldi 13 dove ci si può informare per dei corsi anche gratuiti. Esistono diverse possibilità per prendere in prestito libri e riviste in esperanto, per esempio presso la Biblioteca Civica Centrale di Via della Cittadella 5.
In Italia e nel mondo ci sono convegni in esperanto, anche tematici.
A Vienna c’è un interessantissimo museo sull’esperanto che ho visitato.
Alcune città – come Trofarello – hanno dedicato il nome Esperanto a una loro via.
C’è anche un vino che si chiama così.
Brindiamo allora al fantastico successo di Torino sperando che la mia magnifica città diventi una vera promotrice di questa bella lingua.
 Pubblicato il: 10/10/2021 [ESPERANTO TORINO]
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| LA FIGA E LA SFIGA |
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| La figa e la sfiga
“Lost in La Mancha” del 2002 doveva essere girato per promuovere il film “Don Quixote” e invece ne documenta la mancata realizzazione. Il regista Terry Gilliam ha avuto una sfortuna pazzesca, durante le riprese sono successe delle catastrofi bibliche. Un suo collaboratore italiano nel documentario dice “in Italian we say “sfiga”: la figa is the pussy, la sfiga is the negation of the pussy. We have sfiga!” (penso che si intuisca il suo significato).
Ecco una breve parentesi sulla parola “figa”: è la variante settentrionale di “fica” e significa vulva e vagina; per metonimia si intende una donna o ragazza attraente. C’è anche il “figo” o “fico” per indicare un uomo o un ragazzo attraente. La parola deriva proprio dal latino “ficus”, il frutto. Ora, capite perché tutti gli alberi sono maschili, il loro frutto è femminile, ma fa eccezione il fico? Il melo, la mela; il pero, la pera; il ciliegio, la ciliegia ecc., il fico… il fico.
Torniamo al nostro povero Terry Gilliam: nel 2018 finalmente è riuscito a girare il film “L’uomo che uccise Don Chisciotte” dopo otto tentativi in quasi vent’anni. È una rivisitazione molto molto fantasiosa del Don Chisciotte di Miguel de Cervantes Saavedra.
 Pubblicato il: 05/10/2021 [ITALIANO LIBRI&FILM]
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| ANATRA ZOPPA |
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| Visto che siamo in periodo elettorale, mi è venuta in mente l’espressione “anatra zoppa” che è un idiomatismo, o meglio “idiotismo”, dell’inglese americano lame duck. Ci tengo a precisare che “idiotismo” non ha a che fare con l’idiozia: è una costruzione linguistica propria di una data lingua o dialetto senza corrispondenza in un’altra lingua o dialetto, sinonimo “modismo”.
In inglese lame duck vuol dire praticamente cosa inservibile (o gravemente danneggiata); fiasco, fallimento; operatore di borsa insolvente (già usato nel Settecento alla Borsa di Londra); azienda in difficoltà economiche; presidente USA (o senatore, governo ecc.) non rieletto ma ancora in carica.
In Italia l’espressione viene usata nel giornalismo e nella politica e di solito è riferita al Presidente degli Stati Uniti privo di una maggioranza al Congresso. Per estensione può essere utilizzata anche per designare un politico in carica, ma che sta perdendo il suo effettivo potere.
Il termine è usato anche per indicare quei casi in cui un sindaco, pur eletto a maggioranza, "convive" con un consiglio comunale la cui maggioranza è rappresentata da liste che avevano sostenuto un diverso candidato a primo cittadino.
Con l’attuale legge elettorale, questa rara situazione può verificarsi nel caso in cui un gruppo di liste collegate al primo turno ottenga almeno il 50% +1 dei voti validi, mentre la maggioranza dei voti per il candidato a sindaco vada a un sindaco sostenuto da un altro gruppo di liste.
Chissà, ci sarà un’anatra zoppa in queste elezioni? Bisogna vedere tra l’altro se si intende il significato italiano o inglese.
Pubblicato il: 04/10/2021 [ITALIANO INGLESE]
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| VALENTINA DI GUIDO CREPAX |
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| Due giorni fa sono stata ad Aosta alla mostra su Guido Crepax e la sua creatura più famosa: la fotografa Valentina Rosselli, che decora diversi oggetti in casa mia, come la copertina di raccoglitori.
Crepax, nato a Milano nel 1933 con il cognome Crepas, era laureato in architettura e si è occupato con grande successo dapprima di grafica pubblicitaria.
Valentina viene ideata nel 1965 esordendo sulla rivista “linus”, è caratterizzata da un sofisticato disegno con forte erotismo. Ha la rara particolarità tra i personaggi dei fumetti di invecchiare, anche se più lentamente del normale, e ha problemi realistici come l’anoressia durante l’adolescenza.
Alla fine della sua adolescenza assume il look di Lulù, il personaggio interpretato da Louise Brooks, attrice statunitense degli anni Venti di cui Crepax teneva sempre una foto sulla scrivania. Di Valentina si conosce anche la data di nascita: il giorno di Natale del 1942, la data di nascita di Luisa Mandelli, la moglie di Crepax, che ha anche posato da modella per il personaggio.
Guido Crepax è morto nel 2003, sua moglie Luisa nel 2020.
 Pubblicato il: 02/10/2021 [LIBRI&FILM DONNE]
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| DÉ ËL BLEU (DARE IL BLU) |
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| Il significato potrebbe essere “l’ho mollato, gli ho dato un calcio nel sedere”. L’espressione viene usata soprattutto quando si lascia con astio il partner.
Quando Napoleone Bonaparte fu sconfitto e a Torino entrò trionfante il re Umberto I, tutto ciò che ricordava l’imperatore francese fu coperto da una spessa mano di vernice blu, il colore dei Savoia. Il blu, o meglio l’azzurro, è ancora il colore della Nazionale italiana nello sport.
Il blu ha una grande importanza in praticamente ogni lingua.
In tedesco c’è il verbo “blaumachen”, cioè “fare (il) blu” che significa non andare a lavorare per assenteismo o marinare la scuola. Questo è nato quando i tintori dovevano aspettare un giorno intero perché il blu di Prussia asciugasse, cosa non necessaria per gli altri colori, e quindi non facevano niente tutto il giorno, ma venivano pagati lo stesso. Per questa ragione il blu delle divise prussiane era il colore più caro.
Pubblicato il: 01/10/2021 [PIEMONTESE TEDESCO]
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