PRESENTAZIONE COSA POSSO FARE PER VOI I MIEI POST CONTATTI
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LA FIGA E LA SFIGA

La figa e la sfiga
“Lost in La Mancha” del 2002 doveva essere girato per promuovere il film “Don Quixote” e invece ne documenta la mancata realizzazione. Il regista Terry Gilliam ha avuto una sfortuna pazzesca, durante le riprese sono successe delle catastrofi bibliche. Un suo collaboratore italiano nel documentario dice “in Italian we say “sfiga”: la figa is the pussy, la sfiga is the negation of the pussy. We have sfiga!” (penso che si intuisca il suo significato).
Ecco una breve parentesi sulla parola “figa”: è la variante settentrionale di “fica” e significa vulva e vagina; per metonimia si intende una donna o ragazza attraente. C’è anche il “figo” o “fico” per indicare un uomo o un ragazzo attraente. La parola deriva proprio dal latino “ficus”, il frutto. Ora, capite perché tutti gli alberi sono maschili, il loro frutto è femminile, ma fa eccezione il fico? Il melo, la mela; il pero, la pera; il ciliegio, la ciliegia ecc., il fico… il fico.
Torniamo al nostro povero Terry Gilliam: nel 2018 finalmente è riuscito a girare il film “L’uomo che uccise Don Chisciotte” dopo otto tentativi in quasi vent’anni. È una rivisitazione molto molto fantasiosa del Don Chisciotte di Miguel de Cervantes Saavedra.


Pubblicato il: 05/10/2021 [ITALIANO LIBRI&FILM]
VALENTINA DI GUIDO CREPAX

Due giorni fa sono stata ad Aosta alla mostra su Guido Crepax e la sua creatura più famosa: la fotografa Valentina Rosselli, che decora diversi oggetti in casa mia, come la copertina di raccoglitori.
Crepax, nato a Milano nel 1933 con il cognome Crepas, era laureato in architettura e si è occupato con grande successo dapprima di grafica pubblicitaria.
Valentina viene ideata nel 1965 esordendo sulla rivista “linus”, è caratterizzata da un sofisticato disegno con forte erotismo. Ha la rara particolarità tra i personaggi dei fumetti di invecchiare, anche se più lentamente del normale, e ha problemi realistici come l’anoressia durante l’adolescenza.
Alla fine della sua adolescenza assume il look di Lulù, il personaggio interpretato da Louise Brooks, attrice statunitense degli anni Venti di cui Crepax teneva sempre una foto sulla scrivania. Di Valentina si conosce anche la data di nascita: il giorno di Natale del 1942, la data di nascita di Luisa Mandelli, la moglie di Crepax, che ha anche posato da modella per il personaggio.
Guido Crepax è morto nel 2003, sua moglie Luisa nel 2020.


Pubblicato il: 02/10/2021 [LIBRI&FILM DONNE]
BUFFALO BILL A TORINO

Dal 22 al 26 aprile del 1906 Buffalo Bill (William Frederick Cody, 1846-1917) fu a Torino per esibirsi ogni giorno nel suo faraonico spettacolo circense, non più solo “Wild West” ma anche “Wild East” perché ai numeri western aveva aggiunto quelli con Arabi e Giapponesi. Per quei tempi era tutto davvero esotico: i Messicani dello Stato di Montezuma, gli Americani di colore, i Cosacchi, i Samurai, i beduini del Sahara, mangiatori di fuoco, incantatori di serpenti, nani e giganti.
Tra artisti e personale vario si parla di quasi mille persone e 500 cavalli, il tutto pubblicizzato già un mese prima dell’arrivo su immensi cartelloni pubblicitari che deturpavano il paesaggio cittadino. Una parte della troupe fu sistemata in via dei Pellicciai (oggi via IV Marzo). Nella canzoncina improvvisata dai torinesi si diceva:
Alé, alé, andoma a balé, ch’a j’é l’America an via dij Plissé.
I giornali scrissero che ogni giorno i pasti del personale consistevano in 2.000 uova, 5 quintali di carne, 10 quintali di pane, 300 litri di latte e 4 quintali di patate.
(Savej 4/2020)
Consiglio la lettura di “Tristesse de la terre. Une histoire de Buffalo Bill Cody” di Éric Vuillard per avere un’idea della messa in scena della conquista dell’America.


Pubblicato il: 24/09/2021 [TORINO LIBRI&FILM]
L'EMPATIA E COMUNICAZIONE NONVIOLENTA

Marshall Rosenberg ha scelto due animali per simboleggiare due piani della comunicazione. La giraffa, il mammifero terrestre con il cuore più grande, rappresenta l'ascolto del cuore, tipico della CNV. Siccome la giraffa ha un collo lungo, ha anche simbolicamente una visione a lungo termine nei rapporti e privilegiata, più obiettiva, perché dall'alto appunto.
L'altro animale è lo sciacallo che mostriamo quando esprimiamo giudizi e pregiudizi sia verso noi stessi sia verso gli altri. Lo sciacallo si sente circondato da sciacalli, quindi vive in preda alla paura.


Pubblicato il: 12/09/2021 [ITALIANO LIBRI&FILM]
LA COMUNICAZIONE NONVIOLENTA

Con i miei brevi post vi invito ad approfondire delle tematiche. Oggi vi invito ad avvicinarvi alla Comunicazione Nonviolenta. L’opera fondamentale in proposito è Le parole sono finestre [oppure muri] di Marshall B. Rosenberg.
Troppo spesso ci esprimiamo senza riflettere ferendo qualcuno invece di creare una relazione empatica. I fondamenti della CNV sono 4: osservazioni, sentimenti, bisogni, richieste: che cosa vedo, che cosa sento, di cosa ho bisogno, che cosa ti chiedo per arricchire la mia vita e la stessa cosa in senso inverso: che cosa vedi, che cosa senti…
A Torino c’è il MIR (Movimento Internazionale della Riconciliazione) che si occupa di nonviolenza e con cui si può scoprire l’itinerario di pace di Torino (https://discoverpeace.eu). Torino è una delle sette città d’Europa, per lo più capitali, che hanno un itinerario della pace.


Pubblicato il: 11/09/2021 [ITALIANO LIBRI&FILM]
SCROSTATI GAGGIO!

Nel dizionario “Scrostati gaggio!” ci si può fare una cultura dei linguaggi giovanili (eh sì, al plurale) diciamo parlati fino a una quindicina di anni fa. Nel frattempo c’è stata un’ulteriore evoluzione dovuta non da ultimo ai testi delle canzoni trap (meno parlate di quelle rap) che si ispirano alla vita della strada, alla droga e al potere del denaro.
Forse in nessun altro libro come in “Una barca nel bosco” di Paola Mastrocola si trovano esempi di linguaggio giovanile – nel caso specifico torinese – dei primi anni Duemila: punze, truzzi, Larghi, Stretti, cabinotti o cabina (ragazzi di famiglia benestante che usavano incontrarsi vicino a una particolare cabina del telefono vicino alla Gran Madre a Torino), gaggi, cammellare, inchiumare, starci dentro una cifra, sclerare.
A voi quale parola del linguaggio giovanile di tempi andati o recenti colpisce di più?


Pubblicato il: 10/09/2021 [ITALIANO LIBRI&FILM]
FEU LA REINE E LA FEUE REINE

Tra i libri che ho letto per prepararmi all’esame del C2 di francese (superato!!) c’era “Tous les matins du monde” di Pascal Quignard, una storia intensa tra un maestro di musica e un suo allievo. Nel libro ci sono molti aspetti linguistici interessanti. Più di una volta si parla di qualcuno che fu, di un defunto, per esempio “un ami de feu Monsieur Vauquelin”. Bisogna notare una particolarità in francese: se il sostantivo è preceduto da un articolo determinativo o da un aggettivo possessivo, il feu viene concordato, per esempio “la feue reine du Danemark”, la defunta regina di Danimarca; negli altri casi, resta invariabile. Si dirà: feu la reine du Danemark. Curiosamente, si dice “feu la reine” alla morte della regina e in attesa di incoronare un nuovo sovrano, e “la feue reine” quando un nuovo sovrano è già salito sul trono. (Dal Boch della Zanichelli).

Pubblicato il: 09/09/2021 [FRANCESE LIBRI&FILM]
 
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