PRESENTAZIONE COSA POSSO FARE PER VOI I MIEI POST CONTATTI
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MX, THEY & CO.
In tutte le lingue la questione della neutralità di genere prende sempre più spazio. Vediamo qualcosa per quanto riguarda l'inglese. Dal dizionario Ragazzini della Zanichelli:

La gender neutrality, o neutralità di genere, consiste essenzialmente nell'evitare preconcetti e stereotipi basati sul genere. A seconda del contesto, l'aggettivo gender-neutral ha sfumature di significato: se accompagna sostantivi come ‘bagni pubblici’ o ‘abbigliamento’, ad esempio, vuol dire unisex, mentre un approccio genitoriale gender-neutral si concretizza nell'allevare i figli senza stereotipi e pregiudizi su cosa sia adatto a un maschio o a una femmina. Un linguaggio gender-neutral, o gender-inclusive, rifugge dall'usare termini che definiscano l'identità di genere – in inglese ad esempio sostituendo pronomi come ‘he’ o ‘she‘ con l'equivalente gender-neutral ‘they’, o il titolo ‘Mx’ al posto di ‘Mr’, ‘Mrs’ o ‘Ms’ o ancora usando parole come ‘firefighter’ o ‘flight attendant’ invece che ‘fireman’ o ‘stewardess.

Negli ultimi anni si è iniziato a discutere più apertamente dell'identità di genere, un tempo argomento tabù. Il numero sempre crescente di persone che si dichiarano ‘non binarie’ o scelgono di non dichiarare la propria identità di genere ha reso necessario un titolo di genere neutro. In realtà ne esistono diversi, ma Mx è di gran lunga quello più accettato e appare sempre più spesso come opzione accanto a Mr e Ms nella modulistica di banche, enti governativi e università del Regno Unito. L'appellativo Mx risale agli anni Settanta, quando fu proposto dal movimento femminista per coloro che non volevano rivelare il proprio genere attraverso il titolo.


Pubblicato il: 20/12/2021 [INGLESE ]
NAZI DA IGNATZ
Un tempo, soprattutto in Baviera, "Nazi" era il diminutivo di Ignatz (Ignazio).

Quando arrivò l'NSDAP (die Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei, il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, un po' lungo come nome) i suoi oppositori iniziarono a chiamare "Nazi" gli appartenenti al partito sul modello di "Sozi", il termine spregiativo per Sozialist, socialista, visto che Nazi voleva anche dire zotico, bifolco.

Hitler proibì di usare il termine che fu esportato in Inghilterra e in altri Paesi dai suoi oppositori fuggiti all'estero.

Ogni tanto sono un po' “grammar nazi”. Avete già sentito questo termine? Ve ne parlerò in un altro post.






Pubblicato il: 19/12/2021 [TEDESCO ]
DONA UN ALBERO A TORINO
Per chi non sapesse ancora cosa regalare per Natale: un albero al Comune di Torino (o contribuire ad alimentare il vivaio della città).

Questa iniziativa è già attiva in realtà dal 2008, ma purtroppo non la conoscevo:

http://www.comune.torino.it/verdepubblico/donazione/

Pubblicato il: 19/12/2021 [TORINO ]
EVVIVA ZAMENHOF!!
Visto che oggi è il 15 dicembre, noi esperantisti festeggiamo perché il medico e linguista polacco Ludwik Lejzer Zamenhof che ha pianificato la lingua esperanto è nato un 15 dicembre, più precisamente il 15 dicembre del 1859.

Oggi ho pensato di spiegarvi un po’ come funziona l’esperanto. È una lingua facile da imparare perché ha poche regole molto chiare e non ha eccezioni.
Intorno a una radice si costruiscono le parole aggiungendo semplicemente dei prefissi e dei suffissi.

Tutti i nomi finiscono in -o (parolo = parola, discorso), gli aggettivi in -a (parola = orale), gli avverbi derivati in -e (parole = oralmente), i verbi all’infinito in -i, i plurali in -j (paroloj = parole), i complementi oggetto in -n. Esiste un solo articolo: il determinativo “la” per tutti i generi, sia al singolare che al plurale.

Interessante è la desinenza del verbo, uguale per tutte le persone: -as è presente, -is è passato, -os è futuro, -us è condizionale, -u imperativo e congiuntivo che esprime una richiesta.

Un’altra volta vi spiegherò altre regole.

Vi è venuta voglia di conoscere questa lingua semplice, ma ricca, che permette di comunicare con tutto il globo rispettando tutti perché non è una lingua etnica? Allora vi darò informazioni su come fare. A presto!


Pubblicato il: 15/12/2021 [ESPERANTO ]

ANDARE ARAMENGO O A RAMENGO
Mi è capitato di passare da Aramengo in provincia di Asti – non distante da Chivasso, dalle parti da dove avevano le radici mio padre e i miei nonni – e chiedermi se il paese c’entrasse con l’espressione “andare a ramengo” o, più correttamente, “andare Aramengo”. C’entra eccome! Quando Asti era capitale di un ducato di origine longobarda, cioè fra il sesto e il nono secolo, chi commetteva reati contro il patrimonio veniva confinato nel comune più periferico del ducato che prese poi il nome di Aramengo appunto, dal latino ad ramingum.

In toscano il ramengo è il bastone di chi va ramingo.

A proposito di “patrimonio”… il termine deriva da pater, genitivo patris, perché era il padre che si occupava dei soldi, mentre il “matrimonio” deriva da mater, genitivo matris, perché era la madre a occuparsi della famiglia e dei figli.


Pubblicato il: 12/12/2021 [ITALIANO ]
PIANTIAMO TANTI ALBERI?
Di sicuro anche voi, come me, in questo periodo vi chiedete che cosa sia più sensato regalare e di sicuro anche voi, come me, vi trovate sotto stress e nel panico più totale. C’è poi da dire che il Natale è un’emergenza, ma il “problema” si presenta ogni volta che c’è una qualsiasi ricorrenza e vogliamo fare un regalo.

Ho fatto una ricerca in Internet per sapere quali alberi assorbano più CO2 con l’idea di mettere una pianta in casa o sul balcone per fare qualcosa per l’ambiente. Mi sono saltate fuori un sacco di proposte per donazioni che – sotto varie forme – permettono di piantare alberi nel mondo (in Australia per salvare i koala o in Kenya del caffè dove i frutti rimangono poi ai contadini locali; può essere con l’acquisto di un braccialetto o un semplice invio di messaggio via email come prova dell’adozione dell’albero).

Se l’idea vi interessa, vedete voi quale formula scegliere. Basta che cerchiate in internet "piantare alberi" o "regalare un albero" per esempio e poi i cookies fanno il resto. A me pare davvero una buona cosa per l’ambiente.

A proposito di alberi… giovedì sono andata a un concerto organizzato dall’Università popolare di Torino. Il gruppo musicale – Emanuele Via & Charlie T – (strepitoso!) ha dedicato un suo CD proprio agli alberi. Il CD si chiama “Resina”, costa 10 € e metà del ricavato va alla Fondazione Specchio dei Tempi per il progetto "Tredicesime dell’Amicizia" per aiutare le persone anziane in difficoltà, quindi si fa un’opera di bene oltre che dare piacere alle orecchie: https://www.eugenioinviadigioia.it/prodotto/emanuele-via-charlie-t-resina-2020-cd/


Pubblicato il: 11/12/2021 [AMBIENTE ]
DER GROSSE ZAPFENSTREICH

Durante il suo discorso di addio, dopo 16 anni di cancellierato, Angela Merkel ha ringraziato per il großer Zapfenstreich a lei dedicato. In italiano potremmo tradurre il termine con “pot-pourri di fanfare, concerto di musica militare”.
Era il segnale per l’inizio del riposo notturno, la “ritirata”. Oggi descrive una cerimonia militare e la musica che l’accompagna. È in uso in Austria e in Germania dove è riservato ai presidenti dello Stato, Cancellieri, ministri della Difesa e ad alte cariche militari.
In inglese è il Grand Tattoo (to tattoo significa tamburellare con le dita, to beat the devil’s tattoo, tamburellare con le dita in segno d’impazienza o soprappensiero) e anche in italiano lo si può tradurre con “tatuaggio”. La parola tattoo – tatuaggio - deriva dai primi del 17° secolo dalla frase olandese doe den tap toe (chiudete il rubinetto), un segnale suonato da tamburi o trombe per avvisare gli osti vicini alle caserme di smettere di servire la birra ai soldati e per questi voleva dire che era ora di fare ritorno alle loro baracche. Non ha nessuna relazione con la parola tahitiana del tatuaggio con l’inchiostro. In tedesco Streich auf den Zapfen des Fasses (da qui Zapfenstreich), cioè “colpo sul tappo della botte”.



Pubblicato il: 10/12/2021 [TEDESCO INGLESE]
BIS IN DIE PUPPEN

Bis in die Puppen (letteralmente "fino alle bambole") vuol dire fino a tardi, fare le ore piccole. Una madre può dire per esempio al figlio adolescente "Bleib nicht bis in die Puppen!" (non rimanere fino a tardi!).
Da dove arriva questa espressione? A Berlino c'è il Tiergarten, un enorme parco pubblico di 342 ettari, al cui centro c'è una piazza circolare con in mezzo la Colonna della Vittoria, la Siegessäule. La piazza si chiama großer Stern, grande stella, e nel Settecento su questa piazza c'erano delle statue con i personaggi più importanti della storia tedesca. Queste statue venivano chiamate familiarmente Puppen, bambole. Arrivare alla piazza voleva dire fare molta strada e ci voleva molto tempo; da qui nasce l'espressione bis in die Puppen.



Pubblicato il: 03/12/2021 [TEDESCO ]
 
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