PRESENTAZIONE COSA POSSO FARE PER VOI I MIEI POST CONTATTI
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A CIASCUNO IL SUO - JEDEM DAS SEINE
A ciascuno il suo o, meglio, a ciascuno ciò che è dovuto è la traduzione di suum cuique, legge romana della "Repubblica" di Platone.
Martin Lutero usava l'espressione jedem das Seine e il primo re di Prussia fece coniare il motto sulle monete prussiane e lo adottò per i suoi cavalieri. Johann Sebastian Bach nel 1715 compose "Nur jedem das Seine".
In Germania jedem das Seine ha un risvolto amaro perché fu scritto sul cancello del campo di concentramento a Buchenwald in modo che i prigionieri lo potessero leggere ogni giorno dall'interno. Quando il motto viene usato oggi, scatena sempre un'aspra polemica.
In Italia è famoso il romanzo di Sciascia "A ciascuno il suo". Assolutamente da leggere!
Nel 1885 a Firenze nelle tabaccherie circolava un giornale, "Il Resto al Sigaro", venduto a 2 centesimi. Siccome un sigaro ne costava 8, era facile dare il giornale come resto di 10 centesimi.
Dei bolognesi copiarono l'idea portandola nella loro città. Il titolo scelto fu "il Resto del Carlino". Anche questo giornale costava 2 centesimi, a differenza dei giornali "seri" che ne costavano 5.
Alla fine dell'Ottocento il carlino non veniva più coniato da tempo, ma la moneta da 10 centesimi nell'uso popolare continuava a essere chiamata così.
"Dare il resto del carlino" era un modo di dire bolognese che significava "a ciascuno il suo", "a ciascuno quello che si merita". "il Resto del Carlino" viene ancora pubblicato ed è uno tra i più antichi quotidiani italiani.


Pubblicato il: 31/07/2022 [ITALIANO TEDESCO]
NAZI DA IGNATZ
Un tempo, soprattutto in Baviera, "Nazi" era il diminutivo di Ignatz (Ignazio).

Quando arrivò l'NSDAP (die Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei, il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, un po' lungo come nome) i suoi oppositori iniziarono a chiamare "Nazi" gli appartenenti al partito sul modello di "Sozi", il termine spregiativo per Sozialist, socialista, visto che Nazi voleva anche dire zotico, bifolco.

Hitler proibì di usare il termine che fu esportato in Inghilterra e in altri Paesi dai suoi oppositori fuggiti all'estero.

Ogni tanto sono un po' “grammar nazi”. Avete già sentito questo termine? Ve ne parlerò in un altro post.






Pubblicato il: 19/12/2021 [TEDESCO ]
DER GROSSE ZAPFENSTREICH

Durante il suo discorso di addio, dopo 16 anni di cancellierato, Angela Merkel ha ringraziato per il großer Zapfenstreich a lei dedicato. In italiano potremmo tradurre il termine con “pot-pourri di fanfare, concerto di musica militare”.
Era il segnale per l’inizio del riposo notturno, la “ritirata”. Oggi descrive una cerimonia militare e la musica che l’accompagna. È in uso in Austria e in Germania dove è riservato ai presidenti dello Stato, Cancellieri, ministri della Difesa e ad alte cariche militari.
In inglese è il Grand Tattoo (to tattoo significa tamburellare con le dita, to beat the devil’s tattoo, tamburellare con le dita in segno d’impazienza o soprappensiero) e anche in italiano lo si può tradurre con “tatuaggio”. La parola tattoo – tatuaggio - deriva dai primi del 17° secolo dalla frase olandese doe den tap toe (chiudete il rubinetto), un segnale suonato da tamburi o trombe per avvisare gli osti vicini alle caserme di smettere di servire la birra ai soldati e per questi voleva dire che era ora di fare ritorno alle loro baracche. Non ha nessuna relazione con la parola tahitiana del tatuaggio con l’inchiostro. In tedesco Streich auf den Zapfen des Fasses (da qui Zapfenstreich), cioè “colpo sul tappo della botte”.



Pubblicato il: 10/12/2021 [TEDESCO INGLESE]
BIS IN DIE PUPPEN

Bis in die Puppen (letteralmente "fino alle bambole") vuol dire fino a tardi, fare le ore piccole. Una madre può dire per esempio al figlio adolescente "Bleib nicht bis in die Puppen!" (non rimanere fino a tardi!).
Da dove arriva questa espressione? A Berlino c'è il Tiergarten, un enorme parco pubblico di 342 ettari, al cui centro c'è una piazza circolare con in mezzo la Colonna della Vittoria, la Siegessäule. La piazza si chiama großer Stern, grande stella, e nel Settecento su questa piazza c'erano delle statue con i personaggi più importanti della storia tedesca. Queste statue venivano chiamate familiarmente Puppen, bambole. Arrivare alla piazza voleva dire fare molta strada e ci voleva molto tempo; da qui nasce l'espressione bis in die Puppen.



Pubblicato il: 03/12/2021 [TEDESCO ]
ALLES IN BUTTER - TUTTO NEL BURRO
L'espressione "alles in Butter", cioè "tutto nel burro" deriva - come tante altre - dal Medioevo. A quel tempo la Germania importava dei preziosi bicchieri e altri manufatti in vetro dall'Italia che arrivavano su carri trainati da cavalli e che con tutti quegli scossoni andavano in gran parte in frantumi, comunque si cercasse di proteggerli.
Un commerciante astuto decise allora di versare del burro caldo fuso sopra agli oggetti che una volta raffreddato proteggeva il tutto.
Certo, dopo sarà stato un lavoraccio togliere l'unto dalle superfici, ma perlomeno erano salve.
Oggi significa semplicemente "tutto a posto".

Pubblicato il: 24/11/2021 [TEDESCO ]
DIE ARSCHKARTE ZIEHEN
Die Arschkarte ziehen (letteralmente estrarre la carta/ il cartellino del culo) vuol dire avere sfiga. Questa espressione arriva dal mondo del calcio. Avete mai fatto caso che l’arbitro tira fuori il cartellino giallo dell’ammonizione dal taschino sul petto e quando decreta l’espulsione, cioè tira fuori il cartellino rosso, lo prende dalla tasca posteriore dei pantaloncini, che si trova sul sedere? C’è anche un motivo molto pratico per questo: quando la televisione era in bianco e nero non sarebbe stato possibile capire di che colore era il cartellino. Pescare la carta/ il cartellino che si trova sul sedere è quindi segno di grande sfortuna.

Pubblicato il: 01/11/2021 [TEDESCO ]
DÉ ËL BLEU (DARE IL BLU)
Il significato potrebbe essere “l’ho mollato, gli ho dato un calcio nel sedere”. L’espressione viene usata soprattutto quando si lascia con astio il partner.
Quando Napoleone Bonaparte fu sconfitto e a Torino entrò trionfante il re Umberto I, tutto ciò che ricordava l’imperatore francese fu coperto da una spessa mano di vernice blu, il colore dei Savoia. Il blu, o meglio l’azzurro, è ancora il colore della Nazionale italiana nello sport.
Il blu ha una grande importanza in praticamente ogni lingua.
In tedesco c’è il verbo “blaumachen”, cioè “fare (il) blu” che significa non andare a lavorare per assenteismo o marinare la scuola. Questo è nato quando i tintori dovevano aspettare un giorno intero perché il blu di Prussia asciugasse, cosa non necessaria per gli altri colori, e quindi non facevano niente tutto il giorno, ma venivano pagati lo stesso. Per questa ragione il blu delle divise prussiane era il colore più caro.


Pubblicato il: 01/10/2021 [PIEMONTESE TEDESCO]
 
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